Piccole e uniche opere d’arte

Il micromosaico

La sua peculiarità consiste nell’incastonatura a mano di tessere di misura molto ridotta, anche inferiore al millimetro, che sono il risultato finale di una laboriosa procedura: la pasta vitrea viene fusa ad altissime temperature e filata a mano per ricavare delle bacchette dello spessore e del colore desiderato.

La bacchette vengono poi spezzettate in micro-tessere che verranno incastonate a mano una ad una dai maestri mosaicisti, per realizzare la raffigurazione o il pattern desiderato. I gioielli in micromosaico si contraddistinguono per la profondità dei colori, la tridimensionalità della raffigurazione e l’unicità.

L’artigianalità del processo infatti restituisce dei prodotti unici, riproducibili solo in parte e che diventano quindi piccole opere d’arte.

L'eredità

Roma Pontificia

Nella Roma pontificia della seconda metà del ‘700 si sviluppa un’arte preziosa e del tutto particolare, quella del mosaico minuto, in cui il mosaico offre a chi la ammira una perfezione esecutiva sbalorditiva: una miniatura di schegge di vetro colorate, perfettamente abbinate in fragile eleganza. Il grande si trasforma in piccolo in una sorta di fantastica introiezione. Come per assimilazione, questa stessa immagine, che prima investiva un muro intero, si trasforma in sottile ricamo, inserito in un reticolo compositivo che si fonde e confonde, e costringe l’occhio a compiere un cammino sempre diverso.

XVIII secolo

Fino al XVIII secolo i mosaici furono eseguiti con la tecnica dello smalto tagliato, fondata sulla fragilità dello stesso. Lo smalto, in forma di pane compatto circolare, era posto sul tagliolo, una piccola incudine tagliente, e quindi battuto con quattro colpi di martello. Così facendo, si ottenevano fratture alquanto regolari che, di volta in volta, fornivano pezzetti di smalto di profilo quadrangolare, progressivamente ridotti nella forma desiderata.

Una tecnica nuova

Nella seconda metà del ‘700, con l’invenzione della filatura della pasta vitrea, fu invece possibile creare tessere infinitamente più piccole. Con questa incredibile evoluzione tecnica, si realizzavano i micro-mosaici. Il pezzo di smalto veniva fuso sulla fiamma e ridotto in bacchette lunghe e sottili. Con l’uso di pinze e lime, dalle bacchette l’artista ricavava piccole tessere che, eventualmente, modificava con una mola.

La tecnica dei “malmischiati”

Si arrivò successivamente ad un’ulteriore invenzione, i “malmischiati”. Per la prima volta si mescolavano più toni di colore, risultanti in sfumature infinite della stessa tessera, capaci di rivelare i più sottili trapassi di luce.

La tavolozza cromatica diventava così illimitata, fino a diecimila tonalità differenti e il mosaico poteva imitare e sostituire alla perfezione i dipinti. Ben presto, vista la raffinatezza e il virtuosismo che queste nuove tecniche erano in grado di regalare, il micro-mosaico venne impiegato nella decorazione di oggetti di vita quotidiana, accessori particolari e, sua massima espressione, in veri e propri gioielli.

Regine e nobiltà

Regine e nobiltà furono presto rapite dalla rara bellezza di questi preziosi unici; così troviamo già dalla fine del ‘700 in tutta l’antica Europa e in Russia intere collezioni di gioielli in micro mosaico, che ancora possiamo ammirare nell’Hermitage Museum di San Pietroburgo e nei Musei Vaticani.

Oggi

Sicis Atelier

È da questa lontana tradizione che trae forza l’ispirazione dei Maestri di micro mosaico dell’Atelier Sicis. Così a distanza di secoli, ecco aprirsi inattesi percorsi culturali e creativi. Rivisitando il micro mosaico, oltre la memoria, più in là del tempo, Sicis lo riaccende nell’unicità di oggetti esclusivi.
I maestri orafi incontrano i Maestri mosaicisti. E il gioiello si trasforma. Sicis è una fabbrica di artisti, maestri d’arte, vetrai, mosaicisti, che inventano, reinterpretano, creano, credono in questa magia.